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L' Istituto “Giuseppe Peano” prende nome dall'illustre matematico Giuseppe PEANO (Cuneo 1858 - Torino 1932), iniziatore di una scuola di logica matematica che rese famosa l'Università italiana dei primi del '900.

L'Istituto, nato nel 1972/73, si è costantemente orientato verso la formazione di persone culturalmente e professionalmente qualificate. Queste le tappe più significative in quasi mezzo secolo di storia:

 
1982/83 Si arricchisce del Corso per ragionieri programmatori, con l'intento di fornire al mondo operativo figure qualificate per formazione culturale e competenze professionali.
1984/85 Aderisce, tra i primi Istituti in Italia, al Progetto IGEA (Indirizzo Giuridico Economico Aziendale) che ha anticipato la riforma della scuola secondaria superiore, tenendo conto delle indicazioni del mondo scientifico e del sistema produttivo, in vista della formazione di un nuovo tipo di professionalità, tale da inserirsi in contesti produttivi rinnovati dai mutamenti tecnologici e organizzativi dei nostri tempi. Fin dall'inizio, le classi usufruiscono di attività di laboratorio e di una proficua esperienza scuola-lavoro con stage formativo.
1986/87 Partecipa alla realizzazione del Piano nazionale per l'introduzione dell'Informatica negli Istituti superiori di secondo grado, nella convinzione della valenza formativa e culturale dell'informatica, nel contesto delle discipline.
1986/87 Per venire incontro alle specifiche esigenze che lo sviluppo del terziario avanzato e l'integrazione europea comportano, amplia i suoi indirizzi con l'istituzione di un Corso LINGUISTICO MODERNO che, accanto alla conoscenza di tre lingue straniere, privilegia una formazione umanistica, non trascurando, un approccio con gli strumenti informatici. Il corso prevede scambi culturali con paesi della UE e stage formativi.
1992/93 Il corso Programmatori si adegua alle nuove esigenze della società con l'introduzione nel triennio della sperimentazione MERCURIO che ne rinnova i programmi e le metodologie d'insegnamento, in modo da creare figure professionali flessibili, come richiesto dal mercato del lavoro.
1994/95 Incorpora l'Istituto Genovesi arricchendo così la propria offerta formativa, grazie ad una notevole quantità di sussidi didattici di vario tipo.
1994/95 Attiva un Corso serale sperimentale SIRIO per venire incontro agli studenti lavoratori e agli adulti che vogliono conseguire un diploma di studi superiore.
1997/98 Attiva il Corso ERICA (Educazione alla Relazione Interculturale nella Comunicazione Aziendale) per soddisfare le richieste del territorio ricco di aziende con contatti internazionali. Lo studio di tre lingue straniere, nonché la conoscenza delle problematiche inerenti alla gestione aziendale, permette l'inserimento nella realtà del mercato nazionale ed internazionale.
1999/00 Attiva un progetto per il recupero dei ragazzi usciti temporaneamente dal circuito scolastico ed è centro di formazione continua con il corso DROP OUT.
2000/09 Sviluppa le attività legate alla qualità (Certificazione EFQM), alla progettazione di azioni di eccellenza (Europa club), alla cultura della sicurezza, della salute, dello star bene a scuola e della formazione. E’ capofila in molte iniziative attuate da reti di scuole (Risfe - Riscat - etc.). E’ centro accreditato per il conseguimento della Patente Europea del Computer (ECDL).
2010

Con i DD.PP.RR. 88/2010 (Regolamento recante norme per il riordino degli istituti tecnici) e 89/2010 (Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei), attuativi della più recente riforma della scuola secondaria di II grado, i pre-esistenti corsi di studio confluiscono negli attuali indirizzi del Liceo Linguistico e dell’Istituto Tecnico economico, caratterizzato dal biennio unico Amministrazione, finanza e marketing e dalle articolazioni triennali Amministrazione, finanza e marketing (ex IGEA), Sistemi informativi aziendali (ex Mercurio) e Relazioni internazionali per il marketing (ex ERICA).

Nell'ambito del complessivo processo di riforma del II ciclo, avviato nel 2010, così vengono sintetizzate nei documenti ufficiali le ragioni culturali sottese ai due indirizzi:

"I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione approfondita della realtà, affinché egli si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai fenomeni e ai problemi, ed acquisisca conoscenze, abilità e competenze coerenti con le capacità e le scelte personali e adeguate al proseguimento degli studi di ordine superiore, all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro. Il percorso del liceo linguistico è indirizzato allo studio di più sistemi linguistici e culturali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità, a maturare le competenze necessarie per acquisire la padronanza comunicativa di tre lingue, oltre l’italiano, e per comprendere criticamente l’identità storica e culturale di tradizioni e civiltà diverse. Dal primo anno del secondo biennio è impartito l’insegnamento in lingua straniera di una disciplina non linguistica, prevista nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti (...) Dal secondo anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, in una diversa lingua straniera, di una disciplina non linguistica, compresa nell’area delle attività  degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti."

"Agli istituti tecnici è affidato il compito di far acquisire agli studenti non solo le competenze necessarie al mondo del lavoro e delle professioni, ma anche le capacità di comprensione e applicazione delle innovazioni che lo sviluppo della scienza e della tecnica continuamente produce. Per diventare vere “scuole dell’innovazione”, gli istituti tecnici sono chiamati ad operare scelte orientate permanentemente al cambiamento e, allo stesso tempo, a favorire attitudini all’autoapprendimento, al lavoro di gruppo e alla formazione continua. Nei loro percorsi non può mancare, quindi, una riflessione sulla scienza, le sue conquiste e i suoi limiti, la sua evoluzione storica, il suo metodo in rapporto alle tecnologie. In sintesi, occorre valorizzare il metodo scientifico e il sapere tecnologico, che abituano al rigore, all’onestà intellettuale, alla libertà di pensiero, alla creatività, alla collaborazione, in quanto valori fondamentali per la costruzione di una società aperta e democratica. Valori che, insieme ai principi ispiratori della Costituzione, stanno alla base della convivenza civile."